MI OCCUPO DEL RECUPERO DELLA LANA DI PECORE NOSTRANE PER REALIZZARE OGGETTI, FILATI E ACCESSORI, AFFIANCANDO IL LAVORO DI RIUTILIZZO DI QUESTO NOBILE MATERIALE AD UNA RICERCA SULLE SUE INNUMEREVOLI E ANTICHE TECNICHE DI LAVORAZIONE.

domenica 18 settembre 2016

IN ARRIVO PER L'AUTUNNO 
LE MAXIMAGLIE!

Lavorate ad uncinetto con passione e amore,
 per rendere protagonista la lana locale durante i nostri inverni!








venerdì 16 settembre 2016

STORIE DI PASCOLO VAGANTE - ALLA RADIO!


Mentre trascorreva un febbricitante pomeriggio di uncinettatura sfenata per chiudere in tempo un lavoro iniziato ormai da troppo tempo, ho ascoltato alla radio la bella intervista a blacksheep ovvero Marzia Verona, la blogger che ha pubblicato un libro in cui racconta le "storie di pascolo vagante" titolo che da anche il nome al suo blog.

Ho iniziato a seguire Marzia e le sue cronache sulla pastorizia agli albori del mio interessamento per questo mondo, quando -sentendomi un po' sola!- cercavo in rete un aggancio di qualsiasi tipo a realtà di pastorizia nel Nord Italia. Le sue riflessioni sulla vita del pastore, sul lavoro con le pecore, le storie attorno e dentro ai greggi sono sempre interessanti e puntuali; scoprire che ora ne è nato un libro è stata una graditissima sorpresa, e per farvi venire voglia di conoscere l'autrice e il suo lavoro vi rimando ai link del suo blog pascolovagante.wordpress.com/ e della trasmissione radiofonica da cui potete scaricare il podcast dell'intervista: Fahrenheit - Storie di pascolo vagante -

Il libro è pubblicato da Laterza e lo potete trovare qui!

sabato 6 febbraio 2016

FELTRO DI LANA E AGRICOLTURA BIOINTENSIVA: NUOVI CORSI A SANTORSO!

Con il nuovo anno, e la voglia matta di primavera, torna la voglia di mettersi in gioco, seguire l'istinto naturale ad apprendere ogni giorno qualche cosa in più e lasciarsi andare alla curiosità di provare cose nuove, in tutti i sensi! E a Santorso le occasioni per farlo con mancano!

Ma vediamo più nel dettaglio...

La settimana prossima, per gli amanti del fai-da-te che desiderano creare con materiali naturali e reperibili non necessariamente nei negozi ma, appunto, nella NATURA, c'è il primo di due incontri sulla lavorazione del feltro di lana. Il progetto che verrà realizzato sarà un paio di pantofole fatte sulla misura proprio del piede di chi poi lavorerà il feltro, ma sarà anche l'occasione per imparare la storia, la lavorazione e le tecniche di realizzazione del feltro e dei piccoli trucchi per poter poi creare in autonomia molto altro.




Nel primo sabato ci conosceremo e inizieremo a fare il feltro, con cui la volta successiva confezioneremo le nostre personalissime ciabatte in lana, il tutto nel confortevole ambiente della Casa del custode in Villa Rossi a Santorso, adiacente al già noto Parco Rossi. Parleremo di lana, di come si lavora a partire dalla fibra grezza e degli infiniti usi che si può fare con questo interessantissimo materiale.

E' possibile iscriversi chiamando la segreteria della Coop. Ecotopia dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 12:30 al numero 0445/641606.

Ma udite udite... questo corso di feltro si inserisce in un fitto programma di attività alla Casa del Custode realizzate dalla Coop. Ecotopia e che, solo per accennarne alcuni, prevederà workshop sul libro e legatoria, pittura e acquarello, corso di tintura naturale e animazione... sia per adulti che per bambini! A presto qui o sul sito della Cooperativa Ecotopia il programma completo!


Secondo appetitoso appuntamento il mese successivo, a marzo! Qui di seguito il volantino del corso, con tutte le indicazioni a riguardo:


 Corso teorico-pratico: L'ORTO BIOINTENSIVO a Santorso!
 Poco terreno, massimo raccolto!!!

Dove: Santorso (VI), Casa del custode, via S.Maria.ed in campo lungo il Timonchio.

Organizzato da un gruppo di amici di Santorso e dintorni che stanno sperimentando e condividendo
esperienze in campo agricolo e non solo. Nato durante un Open Space di Santorso in Transizione nelfebbraio 2015, il gruppo sta da un anno progettando un terreno secondo i principi della permacultura,
cercando soluzioni locali riguardanti la resilienza alimentare, ricreare i legami tra chi produce il cibo e
chi ne beneficerà! Recentemente il gruppo sta lavorando nella creazione di un orto-frutteto-bosco (food
forest).

Quando: Sabato e Domenica 12 e 13 Marzo dalle 9.00 alle 17.30

Costo: 60 euro

Cos'è l'agricoltura biointensiva?

L'agricoltura biointensiva è una combinazione di pratiche agronomiche usate nel 1700 nelle periferie di
Parigi, metodi Biodinamici nati attorno al 1920,tecniche risalenti a 4000 anni fa in Cina, contestualizzateai bisogni, alle esigenze e alle problematiche attuali.


Vi interessa:
-coltivare ortaggi biologici e allo stesso tempo rigenerare il suolo?
-abbattere l'uso di fertilizzanti organici acquistati, ridurre il consumo di acqua, minimizzare i consumi dicombustibili fossili, per un minor impatto ambientale e una riduzione dei costi??
-sapere come produrre un grandissima quantità di cibo da un piccolo pezzetto di terra???
In più ti sei mai chiesto:
-qual è la superficie minima di suolo che serve ad un essere umano per la propria autosufficienza?
-come faremo a coltivare il nostro cibo senza l'uso del petrolio quando questo sarà sempre più scarso
e costoso?

Perché biointensivo?
Biologico usando solo prodotti organici, senza l'impiego di qualsiasi tipo di sostanze chimiche di sintesi,
veleni,
Intensivo perché massimizza gli spazi e la quantità del raccolto grazie a semplici tecniche agronomiche

PROGRAMMA:

Sabato 12 Marzo 2016 ore 9.00-17.30

Parte teorica: Presentazione del corso. Conoscere il suolo, cenni di microbiologia, struttura e tessitura
del suolo. Capire il suolo per lavorarci assieme. In dettaglio le tecniche biointensive. Letti di semina,
aiuole permanenti, realizzazione e manutenzione.

Parte pratica:Analisi del suolo fatte in casa, creazione delle aiuole permanenti a doppio scavo

Domenica 13 Marzo 2016 ore 9.00-17.30

Parte teorica: Fertilità nell'orto biointensivo, compost come produrlo ed il suo ruolo, Cenni di
rigenerazione del suolo. Semine, trapianti, distanze e sesto d'impianto.
Parte pratica: Creare un cumulo di compost. Semine e trapianti nell’orto biointensivo.


Per entrambe la giornate, a pausa pranzo l’idea è quella di condividere e mangiare assieme nel campo:
Portiamo tutti del cibo da condividere!


PER ISCRIZIONI
Entro e non oltre l'1 Marzo 2016
Mandare una mail a : slittoe@gmail.com con scritto:

Oppure chiamando al 3703316127

Massimo 30 partecipanti.

Docente del corso: Enrico Battistello, agrotecnico, ha prestato servizio di volontariato per 5 anni in un
progetto di sviluppo sostenibile, realizzando orti biointensivi in aree rurali del sud del Messico. Tra le
varie esperienze ha partecipato a corsi riguardanti l'agricoltura rigenerativa ed ha collaborato nella
gestione di una fattoria integrale dove si producono ortaggi biologici, uova di galline e compost dilombrichi.

Lo scopo del corso è anche, e soprattutto, quello di condividere, creare rete, scambiarci idee ed
esperienze su come migliorare la fertilità delle nostre terre, produrre cibo locale e genuino e ragionare
assieme su che passi camminare verso la resilienza delle nostre comunità.


Ma, ripeto, questo è solo l'inizio! 


venerdì 14 agosto 2015

Il lino insegna: "la vita non finisce mai". Ovvero le tre "R" in una fiaba di Andersen


Vi aggiorno postando alcune foto su come procede la mia coltivazione sperimentale del lino, anche perché provvederò a breve -e quando la calura darà un po' di tregua- a trebbiarlo.


il lino nel pieno della fioritura

Al momento della semina avvenuta in primavera mi è capitato tra le mani un racconto di H.C. Andersen con un titolo che conferma come ci siano coincidenze alle volte tanto imprevedibili da sembrare irreali, ovvero: Il lino. Lo leggo tutto d'un fiato, e vengo rapita dalla dolcezza con cui la vita e poi la morte, la rinascita e ancora (quel che appare) la morte di una piantina di lino viene descritta. 
C'è molto in questa breve fiaba, e io ci ho trovato tutta la forza che al tatto trasmette un buon tessuto di lino puro.



Il Lino

di H. C. Andersen


Il lino era fiorito: si era coperto di corolle celesti leggere come le ali di una farfalla. Il sole lo accarezzava: ogni tanto una pioggerella leggera lo rinfrescava, ma gli faceva bene, come fa bene il bagno ai bambini che, dopo, sembrano ancora più belli.
" Tutti coloro che passano dicono che è un piacere guardarmi " sussurrava " sono molto cresciuto, e un giorno diventerò una tela altrettanto bella. Come sono contento! " I pali dello steccato scricchiolavano in tono ammonitore:
- Tu non sai che cosa sia la vita. La tua sta per terminare!
"Terminare già?" pensava il lino "Ah no! Il giorno sorgerà anche domani, e sole e pioggia mi faranno sempre tanto bene!". Ma la vita stava per cambiare davvero, perché vennero nel campo certi uomini che strapparono brutalmente il lino dalla terra con le radici e tutto, poi lo immersero nell'acqua come se volessero affogarlo, quindi lo passarono sul fuoco come per abbrustolirlo: sembrava che tutti lo odiassero a morte!

"Non può sempre andare bene" pensava il lino "per acquistare un po' d'esperienza, bisogna pur patire qualche cosa!".

Gli steli del lino. Manca poco al taglio!
Ma sembrava che le sofferenza non dovessero finire più: il lino venne battuto, sfilacciato, messo sul filatoio, e in quel vorticoso turbinare non riusciva più nemmeno a raccapezzarsi.
"Sono stato troppo contento in passato " diceva a sé stesso per consolarsi "bisogna essere riconoscenti del bene che si è goduto, anche se non esiste più.". E ripeté queste parole fino a quando non fu messo sul telaio e si trasformò in una bianca, magnifica pezza di tela. "E' strano: sono diventato meraviglioso!" pensò " I pali dello steccato sbagliavano quando dicevano: la tua vita sta per terminare! Sembrava, invece, che incominci appena. Adesso tutti si preoccuperanno per me: le donne di servizio mi espongono al sole, mi rimuovono e mi voltano ogni mattino quando fanno il letto; e perfino la moglie del sindaco ha parlato di me in pubblico affermando che non c'è in tutto il paese, una tela che mi somigli."

Un bel giorno la tela di lino fu messa sulla tavola di casa, e a forza di forbici e di aghi divenne una bella dozzina di capi di biancheria.

"Anche se siamo dodici, possiamo considerarci uno solo" pensò il lino "ci sono tante cose importanti, al mondo, che si contano a dozzine! Almeno serviamo a qualcosa. E' il destino più bello che avessi mai potuto sperare! Ah, che consolazione!" Il tempo passò, e a lungo andare i dodici capi si logorarono.
"Avrei potuto durare un po' più a lungo" pensava ciascuno di loro "ma non si deve pretendere l'impossibile! Più che vecchi non si campa." E infatti furono stracciati e ridotti in brandelli; conclusero, rassegnati, che per loro era finita.
E invece no: furono portati al macero, sfilacciati, triturati, impastati… e divennero una splendida carta di lusso, bianca e levigata.
- Che meravigliosa sorpresa! - disse la carta - Ora sono diventata proprio una cosa nuova e qualcuno scriverà su di me.

E infatti sulla carta furono scritte tante novelle che la gente aspettava con ansia perché quelle storie rendevano gli uomini migliori; e questa era davvero una benedizione.
"Non avrei mai immaginato" pensava il lino "che un giorno avrei potuto diffondere fra gli uomini saggezza e consolazione. Quando ero una povera pianticella del campo credevo che la mia vita fosse giunta al suo termine, come dicevano i pali dello steccato: e invece ogni mio fiorellino azzurro è diventato un pensiero gentile e duraturo: ora mi manderanno in giro per il mondo. Chi può essere più contento di me?".
Invece la carta di lino non fu mandata per il mondo, ma portata in tipografia, dove le parole furono stampate su tanti fogli, riuniti, poi, in libri.

"Meglio così" si consolò la carta "io resto tranquillamente a casa, rispettata come una vecchia nonna, e per il mondo vanno le parole che furono scritte sopra di me. Innumerevoli persone, così, le leggeranno". La carta di lino fu riunita in un pacco messa in uno scaffale.

I fiori di lino ormai secchi, pieni dei fantastici semini buoni e utili!
"Dopo tanta attività, è dolce il riposo" pensava "posso meditare in pace. E adesso, che cosa mi capiterà?".
Un giorno quella carta preziosa fu gettata nel camino. Non si poteva assolutamente permettere che finisse dal droghiere per avvolgere il riso o gli spaghetti! Tutti i bambini di casa sedettero intorno al focolare per vedere la bella fiammata. Le lingue di fuoco erano alte, più alte della pianticella di lino e la loro luce era bianca e abbagliante, più bianca della candita tela. In un momento tutte le parole dello scritto bruciarono e diventarono incandescenti.
- Adesso salirò dritta fino al cielo - disse una voce in mezzo a quella vampata.
E mille piccole creature invisibili corrispondenti ai fiori del lino, danzarono sulla carta che si trasformava in cenere. Le impronte infuocate restavano dove esse avevano posato i loro piedini. I bimbi di casa erano felici di guardarle e cantavano:
- La canzone è finita…
- No - rispondevano le creaturine invisibili - la canzone, come la vita, non finisce mai, e la storia è bella appunto per questo!

I bambini ascoltavano attenti, senza però riuscire a capire il vero significato di quelle parole. Ma che cosa importava? I bambini non possono capire tutto.

Anche la farfalla apprezza il temporaneo sostegno
 











giovedì 26 febbraio 2015

Mad as a hatter?



Vi presento i miei cappelli in feltro di lana locale



lana non tinta né trattata (niente mercurio quindi... se volete sapere infatti l'origine del detto "mad as a hatter" ovvero "matto come un cappellaio", leggete l'interpretazione che ho trovato su wikipedia qui



100% fatti a mano


Sono disponibili in diverse misure...


...e modelli, dalle forme più classiche a quelle un po' bizzarre... (per ora niente cilindro da Cappellaio matto, ma mai dire mai!)


Allora, chi di voi sa rispondere all'indovinello del the mad Hatter ne "Alice nel paese delle meraviglie" di L. Carol?

“Mad Hatter: “Why is a raven like a writing-desk?”
“Have you guessed the riddle yet?” the Hatter said, turning to Alice again.
“No, I give it up,” Alice replied: “What’s the answer?”
“I haven’t the slightest idea,” said the Hatter”

 Già, quante volte mi capita di "non averne la benché minima idea"!

 

giovedì 4 dicembre 2014

Schubert, la filatrice Margherita e Radio tre

La radio a casa mia è sempre accesa; ne ho una quasi in ogni stanza, e quando sono a casa a lavorare per intere giornate diversi programmi radiofonici mi accompagnano nel tempo e nello spazio.
E' così che un sabato mattina di settembre, accesa la radio come di consueto, inizio ad ascoltare l'interessantissimo programma che mi permette di avvicinarmi all'ascolto della musica classica, io che non ne ho mai capito davvero nulla (ma che appunto, non mi do per vinta)! Parlo di Lezioni di musica, che è un programma che va in onda sulla mitica Radio3 il sabato e la domenica alle 9:00.

Passano i minuti, le orecchie ascoltano la voce del conduttore Giovanni Bietti e le mani uncinettano sul ritmo di pensieri che già volano leggeri... quando ad un tratto sento parlare di una filatrice, di un arcolaio... di Schubert che ha composto un "lied" che ricalca il ritmo dello strumento... E' un attimo, mi alzo e alzo il volume; ora ascolto tutta, le mani son ferme... Meraviglia delle meraviglie... la scoperta che un compositore ha cercato di tradure in musica il movimento del filare... e ascoltando Schubert e la sua Gretchen am Spinnrade - "Margherita all'arcolaio" su testo di Goethe sentite proprio questo! Lo spiega in maniera eccellente Bietti... lì c'è tutto... la ruota, il ritmo, la fibra, lo sforzo sul pedale...


Fanciulla filatrice alla ruota - Domenico Induno
Se però ascoltate il canto, vi accorgete che è abbastanza drammatico: Margherita arde di passione per Faust -che a quanto pare- promette ma non mantiene.
Poco dopo, ecco citato un altro mostro sacro: Mozart. Non riesco a crederci, pure lui si è cimentato in una prova simile! Ha composto Die Kleine Spinnerin, "la piccola filatrice" (questa fanciulla è però di altri costumi, e non si lascia traviare da un signor Fritz qualunque). Anche la musica è di tutt'altro carattere in effetti, ma altrettanto coinvolgente.

Potere ascoltare la puntata qui.
 
Insomma, pare proprio che non solo l'arte figurativa, ma anche la musica abbia dimostrato interesse per questo lavoro femminile prezioso e che può sembrare sotto molti aspetti persino "magico", e ciò pare ancora più soprendente se pensiamo che parliamo di interesse da parte di artisti maschi!

Ma lasciatemi ora ricordare la citazione della saggia filatrice mozartiana -e aprite bene le orecchie giovanotti!

Wenn ich soll Seide spinnen,
So will ich, merk's er sich!, Herr Fritz,
Nicht Werg dabei gewinnen.
 
E se la seta mi tocca filare,
mio caro signor Fritz, tenetelo bene a mente,
io stoppa non ne voglio ricavare".


Eh, le filatrici di una volta!

lunedì 15 settembre 2014

ANCORA ECOPRINTING: NEANCHE FARLO APPOSTA...


Laura mentre spiega le diverse fasi
Neanche farlo apposta, mercoledì scopro che Laura Dell'Erba, che sulle orme di India Flint crea -anche- nel mondo della stampa naturale, sarà a Thiene per la manifestazione Viridalia 2014 con un corso di ecoprint. Capisco subito che non posso perdermi l'occasione di conoscerla e incontrarla. Capisco subito che forse è tardi per farlo. 
Invece, sorprendentemente, riesco ad iscrivermi al volo, ed è fatta! Ho partecipato al suo workshop, ho conosciuto lei, la sua arte, la sua amica Zoe e i loro abiti, e un simpatico gruppetto di donne curiose come me e assetate di novità.
Ora sono piena di entusiasmo, di desiderio di provare ancora e ancora, fino a riuscire ad ottenere quel che mi soddisfa. E quello che fa per me.
Le foto lasciano molto a desiderare, forse ero troppo concentrata su quello che sentivo e vedevo, e certo non me ne faccio una colpa!

rotolino di tessuto e foglie, fiori, bacche
Ho riempito fogli di appunti, e la testa di
possibilità... il che è ciò che di meglio ci si possa aspettare da un corso, non vi pare?





uno dei magici lavori finiti, dopo la "cottura" nella "broda"


e ancora un altro lavoro delle colleghe corsiste
Ora sono ancora più attratta da tutto quel che è "suolo naturale", letteralmente! Quando mi capita di poter fare una passeggiata, con la mia Bice o a piedi, non perdo occasione di controllare se per caso a terra trovo qualche interessante forma (foglia, erba, frutto... anche solo petali!) da (provare) a stampare su tele ancora anonime.

L'esperienza del corso è stata interessantissima e persino emozionante. Non mi capita spesso di poter seguire dei workshop, ma questa volta è stata una svariata serie di coincidenze forse nemmeno tanto tali a permettermi di frequentarlo. 
Quindi chi ringraziare? Ovviamente Laura, che con simpatia, professionalità e pazienza ci ha seguite e aiutate in questo primo approccio all'ecoprinting;  e poi alla sua collega Zoe (www.telamaya.com), le gentili operatrici della Coop. Verlata e a tutti coloro che hanno reso possibile l'evento!

Andate a vedere il blog e la pagina fb di Laura e Zoe: la vostra idea di l'abbigliamento femminile non sarà più la stessa!