MI OCCUPO DEL RECUPERO DELLA LANA DI PECORE NOSTRANE PER REALIZZARE OGGETTI, FILATI E ACCESSORI, AFFIANCANDO IL LAVORO DI RIUTILIZZO DI QUESTO NOBILE MATERIALE AD UNA RICERCA SULLE SUE INNUMEREVOLI E ANTICHE TECNICHE DI LAVORAZIONE.

giovedì 29 settembre 2011

Protagonista il Monte Summano


La prossima settimana partirà a Santorso una serie di incontri che toccheranno svariate materie ma che avranno come argomento principale un monte che, per chi frequenta l'Alto vicentino è da sempre una presenza massiccia e importante nel paesaggio:  il Monte Summano. 


Nel corso delle quattro serate, a partire da venerdì 7 ottobre,  saranno toccati argomenti quali il ruolo che questo monte fin da epoche antiche ha avuto nella religione popolare, lo sfruttamento minerario che ha subito nei secoli passati,  alcune curiosità sull'impiego della sua famosa flora e, infine, una serata dedicata al suo ruolo nel primo conflitto mondiale. Le serate sono organizzate dal Gruppo archeologico dell'Alto Vicentino, associazione che ha sede proprio nel Museo archeologico dell'Alto vicentino.
L'appuntamento è, per tutti gli incontri, alle 20:30 presso l'Istituto Comprensivo G. B. Cipani, in via del Grumo a Santorso.



Partecipate numerosi a questa nuova iniziativa per conoscere meglio il nostro territorio!


Link di approfondimento:
http://www.comune.santorso.vi.it/
http://www.santorsoarcheologica.it/

lunedì 26 settembre 2011

Ah, perché non son io cò miei pastori?

I PASTORI
di G. D'Annunzio


Settembre, andiamo. E' tempo di migrare.
Ora in terra d'Abruzzi i miei pastori
lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
scendono all'Adriatico selvaggio
che verde è come i pascoli dei monti.

Han bevuto profondamente ai fonti
alpestri, che sapor d'acqua natía
rimanga ne' cuori esuli a conforto,
che lungo illuda la lor sete in via.
Rinnovato hanno verga d'avellano.


E vanno pel tratturo antico al piano,
quasi per un erbal fiume silente,
su le vestigia degli antichi padri.
O voce di colui che primamente
conosce il tremolar della marina!

Ora lungh'esso il litoral cammina
la greggia. Senza mutamento è l'aria.
il sole imbionda sì la viva lana
che quasi dalla sabbia non divaria.
Isciacquío, calpestío, dolci romori.

Ah perché non son io cò miei pastori?



Beh, devo dire che D'Annunzio non è mai stato tra i miei poeti preferiti; è sempre stato un mio limite non saper separare, nei personaggi storici, scelte di vita (private), e meriti professionali (quindi pubblici). Ma in questo caso, come non citare questa delicata descrizione di una tradizione ormai rara e di un' attività ormai scomparsa? Quanto lo sento vicino quel "ah!" dell'ultima strofa!


domenica 25 settembre 2011

Giornate Europee del Patrimonio - anno 2011

DOMENICA AL MUSEO
Ricordatevi questa importante occasione per visitare tanti siti artistici e culturali del nostro territorio questo fine settimana! Porte aperte per musei, mostre, teatri, siti archeologici con ingresso libero! Io ne approfitterò di sicuro  rispolverando un po' la memoria ai musei civici di Vicenza! http://www.museicivicivicenza.it/

venerdì 23 settembre 2011

Traditional way of processing wool


DOMENICA 18 SETTEMBRE 2011

Traditional way of processing wool

Cercando sul web un filmato che potesse testimoniare i passaggi della lavorazione tradizionale della lana (in attesa di realizzarne uno mio), mi sono imbattuta in questo: è ambientato in Serbia, ma mostra la lavorazione delle fibre nelle diverse fasi. L'ho trovato molto interessante, anche perché da un'idea del lavoro delle nostre nonne e bisnonne fino a qualche decennio fa (e in casa woollyflower tuttora...).



E' un po' più chiaro, ora?

giovedì 22 settembre 2011

PachaMama e...: Vi regalo un libro!

Partecipo anche io al giveaway di pachamama e... Questo è un blog tenuto da una famiglia mia concittadina ed è davvero interessante! Perciò, mentre voi ci fate un giro, io incrocio le dita!

sabato 17 settembre 2011

handspinning estremo!

Cosa ho fatto per distrarmi un po' dall'impegnativo lavaggio delle lane i giorni scorsi? Sono andata nelle amate montagne, ovvio! Ma potevo lasciare a casa il mio fidato amico Fuso? No, ovvio!

Fuso che ammira le cime

Filare in ambienti diversi dalla mia casa è una cosa che non avevo ancora mai provato, salvo le occasioni i cui lo faccio a scopi dimostrativi. Ma provandoci, ho capito cosa mi sono persa! E' un'attività che non perde la sua secondaria ma non meno importante funzione di antistress (la primaria rimane, ovviamente, quella di  produrre filo!), e inoltre ben si adatta a diverse situazioni. In effetti ho pensato a quei racconti di donne che portavano al pascolo fuso e lana cardata e che camminando (camminando!!!) e pascolando il gregge riuscivano anche a filare. Che donne, eh? Non c'è che dire! Io invece, figlia dei nostri tempi, ho provato a filare in auto; come a dire... non c'è tempo da perdere!

filando con allegria in auto

giovedì 15 settembre 2011

...e io lavo!

Lana, lana e ancora lana... ovunque! Ebbene si, in questi giorni di silenzio-blog li sto trascorrendo in lavori "primordiali": battere, lavare e cardare la lana. Negli ultimi mesi, conoscendo di quando in quando nuovi pastori, avevo accumulato sacchi di lana sucida; la settimana scorsa, con tanti progettini che frullavano in testa mi sono accinta a realizzarne alcuni e... mi sono resa conto di aver quasi esaurito i filati a tinta unita! Accidenti... in effetti, tutta presa dai mercatini avevo tralasciato un po' la preparazione dei filati e così ho dovuto correre ai ripari. Quindi, con maniche ben rimboccate (beh... in modo figurato! Qui nel vicentino fa ancora un caldo che si è tutti in maniche corte!) e grembiule ho riaperto sacchi, steso vecchie lenzuola sul prato, fatto cernita e sciacquato lana per interi pomeriggio. D'altra parte conviene proprio che mi ci dedichi ora che la temperatura permette di stare all'aperto e di bagnarsi anche un po', e che il caldo sole rende più veloce anche l'asciugatura della lana. Ne vorrei riuscire a preparare una bella quantità, sia per dar sfogo ai suddetti progetti, che per i corsi di filatura e feltro in arrivo.
Inoltre mi sto trasferendo ai "piani alti", abbandonando la taverna, primo rifugio per i miei lavori lanieri. Dal primo piano dove mi trovo ora ho più luce, vedo il cielo, sento rumori, insomma... sono più presente alla vita, ecco! Ma i 20 gradi della taverna mi mancan già...

mercoledì 7 settembre 2011

sciarpa morbidosa

Mi sono rimessa al telaio per cercare di realizzare una sciarpa che fosse il più possibile morbida e elastica, e volevo fosse tutta bianca. Ma mentre montavo l'ordito, l'occhio mi è caduto su un filato un po' anonimo che avevo preparato tempo fa, un nocciola chiaro. Non c'era verso di abbinarlo alla lana bianca naturale della sciarpa? Ho cercato di renderlo più sofisticato e adatto ad un accessorio che poteva essere elegante, aggiungendoci del filato bianco e della seta dorata. Montato l'ordito, ho iniziato a tessere; la cosa funzionava... la sciarpa all white avrebbe aspettato!

Tuttavia, proseguendo nel lavoro mi pareva che mancasse un po' di tono originale: volevo provare qualche cosa di nuovo, che desse movimento e che fosse "tridimensionale". Così ho inserito delle righe di lana marrone naturale a punto Smirne a ciascun capo della sciarpa, e finalmente mi sono potuta dire soddisfatta del lavoro!



venerdì 2 settembre 2011

di tutto un po'

Succede che quando si ha voglia di proporre un nuovo filato, e si cerca tra le decine di scatole contenenti lane uscite più o meno bene da tentativi di tintura di mesi prima, non si sa proprio che pesci pigliare perché non si trova l'accostamento che soddisfa esattamente quello che si ha in testa. Ammesso che in testa si abbia qualche cosa, e non solo un vago e indistinto stimolo creativo...



Così da mix apparentemente improbabili, a volte sorge la sorpresa: le sfumature giuste, il filato che cercavo! Da ieri sono intenta a filare questo miscuglio di lane, e il risultato mi sta entusismando non poco.


Sono tre colori diversi, di cui due naturali e uno il risultato di una tinta al caffè. E' quasi una magia come le fibre si mescolino tra loro creando dei nuovi colori. La tonalità di grigio, per esempio, da dove esce? Chi ce l'ha messa? Mah...

giovedì 1 settembre 2011

Sambuco!

In questi giorni di escursioni nelle amate montagne cerco di far coincidere il diletto con il lavoro - forse per sentirmi meno in colpa-, perciò quando in un sentiero vedo qualche pianta che potrebbe essere a mio parere utile a fini tintori, subito estraggo borsa e coltellino per farne incetta. Così, dal Pasubio al Novegno, ho raccolto finora lamponi, more...

more

e delle bacche di sambuco. Ovviamente, poteva una vegetariana affascinata dal raw vegan food lasciar alla lana la bontà e i benefici di questi eccezionali frutti e rimanere a bocca asciutta? No! Quindi... solo l'ultimo dell'elenco, il sambuco, è diventato ingrediente tintorio!

sambuco


Ecco il colore assunto dalla lana tinta in fiocco nelle bacche di sambuco:


Non sembra un gran che vista così, ma credo proprio che unita con altro vello del colore adatto potrà risaltare molto. Ora comincio a studiarci su...


Sappiate poi che Sambuco è anche il nome di un bel paesino nella Valle Stura, in provincia di Cuneo. L'ho scoperto l'anno scorso in questo periodo, quando bazzicavo in quelle splendide valli... Questo il link se volete farvi un'idea di cosa si tratta www.comunesambuco.it.