MI OCCUPO DEL RECUPERO DELLA LANA DI PECORE NOSTRANE PER REALIZZARE OGGETTI, FILATI E ACCESSORI, AFFIANCANDO IL LAVORO DI RIUTILIZZO DI QUESTO NOBILE MATERIALE AD UNA RICERCA SULLE SUE INNUMEREVOLI E ANTICHE TECNICHE DI LAVORAZIONE.

lunedì 31 ottobre 2011

anche gli uccellini scelgono la lana!


Anche gli uccellini, per il loro nido, scelgono la lana! E' la scoperta che ho fatto qualche giorno fa quando ho notato che il vento della settimana scorsa aveva fatto cadere un nido abbandonato sul prato sotto al nostro tasso, in giardino, e osservandolo più da vicino mi ero accorta che la mamma-geometra che l'aveva progettato aveva pensato bene di utilizzare della lana per rendere più isolante e caldo il nido. Ingegnoso, e perfettamente in linea con i canoni di costruzione ecosostenibili di oggigiorno, non trovate? Sopratutto, a intenerirmi è stata la considerazione di come tra specie diversissime ci fosse questo "scambio" involontario, naturale e silenzioso...
Ecco quindi dove vanno a finire i fiocchi che mi volano via quando provvedo a battere la lana prima del lavaggio, fuori sul prato; e io che mi preoccupavo che potesse finire dai miei vicini!




sabato 22 ottobre 2011

Il GAS di Arzignano (lo trovate a questo link http://gasarzignano.blogspot.com/) mi ospiterà sabato 29 ottobre per un pomeriggio di dimostrazione dell'antica arte del feltro. Sarà un'occasione di diffondere questa tecnica di produzione di accessori, tappeti e panni anche a realtà, come quella dei gas, sensibili alle tematiche della sostenibilità ambientale, del giusto rapporto produttore-consumatore, e di impegno per una società più equa e giusta che si manifesta anche attraverso le nostre scelte in quanto consumatori.



InFELTRiamoci!
Sabato 29 ottobre '11, presso via Calavena Alta n° 10, Arzignano
(zona Villaggio Giardino), dalle ore 14:30

LABORATORIO DI FELTRO
AD ACQUA

aperto a tutti i curiosi che vogliono metter le...
mani in lana!


Inoltre potrete trovare esempi di accessori,
oggetti e filati fatti esclusivamente
a mano con tecniche di lavorazione della
lana tradizionali.


Per avere un'idea di cosa siano i GAS, e per sapere se ce ne sono nella vostra città, cliccate sul sito della rete GAS nazionale  http://www.retegas.org/.

Piante tintorie e questionari di famiglia

ombra di rilevatrice nel bosco
Questa è la foto di una rilevatrice ISTAT che presta troppa attenzione ai consigli di simpatici autoctoni di contrada su come raggiungere una località da censire, senza rimettere in moto l'auto che tanto è giusto dietro l'angolo e a piedi ci si arriva in un baleno.
Dopo faticoso arrancare lungo una mulattiera poi diventata sentiero e poi nemmeno questo, con al seguito valigetta in dotazione, cartellina e modelli da compilare, raggiungo una radura che si rivela di una bellezza improvvisa quanto estasiante, e tutto il rancore accumulato nella ripida salita scompare lasciando il posto alla meraviglia. Proprio così, in quel momento mi è stato chiaro il vantaggio  di essere rilevatrice in un piccolo paesino montano: mi sono trovata immersa in un bosco di castagni!
E' stato lì che la mia testa si è ricordata, immersa com'era nel nuovo ruolo, di essere anche una lavoratrice della lana e neofita della tintura d'altri tempi, e allora il passo è stato breve: sapevo che i ricci delle castagne venivano utilizzati per la tintura dei tessuti, e i frutti che celano sono tra i più nutrienti e buoni per i primi freddi autunnali. Allora ho raccolto ricci e castagne, guadagnandomi una cena sana e saporita e dell'ottimo colorante naturale!
la rilevatrce rileva bacche di phytolacca
Tutta gongolante per la bella scoperta, intenta a racimolare senza troppo dolore tutti i ricci che la mia bella valigetta d'ordinanza poteva contenere, mi sono piano piano avvicinata al luogo di destinazione, ed è stato lì che ho ricevuto la seconda sorpresa della mia rilevazione sul campo: piante di fitolacca ovunque! Non potevo credere ai miei occhi! L'ho talmente tanto cercata in pianura che pensavo di essermi mossa alla sua ricerca troppo tardi, e dopo ricerche inutili per la campagna avevo lasciato perdere, rimandando per l'anno venturo l'esperimento di tintura con questa bacca. Invece... eccola lì davanti a me, con tutti quei frutti violacei sorridenti che chiedevano solo di fondersi con la mia lana! La bacca di questo arbusto, infatti, risulta usata fin dai tempi antichi come colorante violaceo delle fibre tessili, facilmente reperribile e inoltre dotato di proprietà medicinali.
Al ritorno dalla mia involontaria ma fortunatissima escursione, ho volto uno sguardo denso di gratitudine alla contrada degli autoctoni che mi avevano consigliato la strada, non sapendo di avermi reso un favore doppio, e ho riflettuto guidando fino a casa, con un sorriso soddisfatto stampato sulla faccia, su come a volte nella vita le situazioni apparentemente più assurde e demoralizzanti (l'inerpicarsi su un sentiero umido e scivoloso odiandosi per la propria ingenuità) prendano poi una piega inaspettata e vantaggiosa.
Ce ne fossero di giornate così!

mercoledì 5 ottobre 2011

Dreads... feltrosi

Finalmente sono pronti per voi i cordoni di lana cotta, ottimi per realizzare originali accessori e simpatiche decorazioni in pochissimo tempo!

Ecco come si presenta agli occhi, e dovreste sentire che piacere tenerlo tra le mani! E' compatto, morbido, facile da usare anche con le sole dita, senza ferri né uncinetto. 
Il cordone di feltro in colore nero lo potete già trovare disponibile nella sezione VETRINA del blog.




pecora brillenschaf
Per ora ne sto preparando di due colori: nocciola e nero. Sono fatti con lana di pecore di razza bergschaf e brillenschaf (è quella particolarissima dal contorno occhi nero). Quest'ultima razza è attualmente diffusa in alcune valli dell'Alto Adige, in Germania e in Austria, e pare sia la conseguenza di incroci tra la "nostrana" bergamasca e la steinschaf, che ha antiche origini austriache.
A breve posterò delle creazioni fatte con questi allegri dreds (chissà se stanno bene anche in testa, per uno stile rastaman!), ma nel frattempo, chissà quante idee di utilizzo verranno a voi!