MI OCCUPO DEL RECUPERO DELLA LANA DI PECORE NOSTRANE PER REALIZZARE OGGETTI, FILATI E ACCESSORI, AFFIANCANDO IL LAVORO DI RIUTILIZZO DI QUESTO NOBILE MATERIALE AD UNA RICERCA SULLE SUE INNUMEREVOLI E ANTICHE TECNICHE DI LAVORAZIONE.

sabato 22 ottobre 2011

Piante tintorie e questionari di famiglia

ombra di rilevatrice nel bosco
Questa è la foto di una rilevatrice ISTAT che presta troppa attenzione ai consigli di simpatici autoctoni di contrada su come raggiungere una località da censire, senza rimettere in moto l'auto che tanto è giusto dietro l'angolo e a piedi ci si arriva in un baleno.
Dopo faticoso arrancare lungo una mulattiera poi diventata sentiero e poi nemmeno questo, con al seguito valigetta in dotazione, cartellina e modelli da compilare, raggiungo una radura che si rivela di una bellezza improvvisa quanto estasiante, e tutto il rancore accumulato nella ripida salita scompare lasciando il posto alla meraviglia. Proprio così, in quel momento mi è stato chiaro il vantaggio  di essere rilevatrice in un piccolo paesino montano: mi sono trovata immersa in un bosco di castagni!
E' stato lì che la mia testa si è ricordata, immersa com'era nel nuovo ruolo, di essere anche una lavoratrice della lana e neofita della tintura d'altri tempi, e allora il passo è stato breve: sapevo che i ricci delle castagne venivano utilizzati per la tintura dei tessuti, e i frutti che celano sono tra i più nutrienti e buoni per i primi freddi autunnali. Allora ho raccolto ricci e castagne, guadagnandomi una cena sana e saporita e dell'ottimo colorante naturale!
la rilevatrce rileva bacche di phytolacca
Tutta gongolante per la bella scoperta, intenta a racimolare senza troppo dolore tutti i ricci che la mia bella valigetta d'ordinanza poteva contenere, mi sono piano piano avvicinata al luogo di destinazione, ed è stato lì che ho ricevuto la seconda sorpresa della mia rilevazione sul campo: piante di fitolacca ovunque! Non potevo credere ai miei occhi! L'ho talmente tanto cercata in pianura che pensavo di essermi mossa alla sua ricerca troppo tardi, e dopo ricerche inutili per la campagna avevo lasciato perdere, rimandando per l'anno venturo l'esperimento di tintura con questa bacca. Invece... eccola lì davanti a me, con tutti quei frutti violacei sorridenti che chiedevano solo di fondersi con la mia lana! La bacca di questo arbusto, infatti, risulta usata fin dai tempi antichi come colorante violaceo delle fibre tessili, facilmente reperribile e inoltre dotato di proprietà medicinali.
Al ritorno dalla mia involontaria ma fortunatissima escursione, ho volto uno sguardo denso di gratitudine alla contrada degli autoctoni che mi avevano consigliato la strada, non sapendo di avermi reso un favore doppio, e ho riflettuto guidando fino a casa, con un sorriso soddisfatto stampato sulla faccia, su come a volte nella vita le situazioni apparentemente più assurde e demoralizzanti (l'inerpicarsi su un sentiero umido e scivoloso odiandosi per la propria ingenuità) prendano poi una piega inaspettata e vantaggiosa.
Ce ne fossero di giornate così!