MI OCCUPO DEL RECUPERO DELLA LANA DI PECORE NOSTRANE PER REALIZZARE OGGETTI, FILATI E ACCESSORI, AFFIANCANDO IL LAVORO DI RIUTILIZZO DI QUESTO NOBILE MATERIALE AD UNA RICERCA SULLE SUE INNUMEREVOLI E ANTICHE TECNICHE DI LAVORAZIONE.

domenica 22 gennaio 2012

Me la ero scordata in un cantuccio

Ecco dov'era finita la lana tinta in filato con le ultime scorze di cipolla della stagione! Ci ho messo un po', è vero, a decidermi sugli accostamenti, ma finalmente il filato a due capi è asciutto e pronto per essere fotografato e presentato alle amanti del knitting in ogni stagione.  Come sempre più spesso mi capita -nel mio ordine...- avevo lasciato queste lane in un cesto, presa com'ero da un'altra idea che mi aveva entusiasmato e portato in altri e diversi pensieri. Poi passano i giorni, le settimane, i mesi, qualche cosa d'altro viene appoggiato sopra e... puf! ecco sparita dalla vista. Finché non arriva il momento anche per me di onorare l'undicesimo comandamento: "metti ordine alla tua vita" e, cominciando dalla mia stanzuccia, (e fermandomi  anche stavolta lì...) ho ritrovato le povere matasse.



Un bagnetto in acqua tiepida e aceto, un po' di carezze, e già non si ricordavano più di quando erano state trascurate. 

Filato a due capi con lana locale vergine
marrone naturale, bianca e tinta con cipolle

Le foto non rendono bene i colori di cui è composta questa lana: ho filato della lana locale marrone inserendo della lana bianca, lasciandola volutamente irregolare; a questo ho abbinato della lana tinta tempo fa con il secondo bagno di una tintura con scorze di cipolle rosse dell'orto.
Ora che la matassa è tornata nel cesto dei filati pronti per essere lavorati, sta decisamente meglio!