MI OCCUPO DEL RECUPERO DELLA LANA DI PECORE NOSTRANE PER REALIZZARE OGGETTI, FILATI E ACCESSORI, AFFIANCANDO IL LAVORO DI RIUTILIZZO DI QUESTO NOBILE MATERIALE AD UNA RICERCA SULLE SUE INNUMEREVOLI E ANTICHE TECNICHE DI LAVORAZIONE.

martedì 14 febbraio 2012

Ich spinne!

Sarà la lettura del testo della metaforologa Francesca Rigotti, che ho avuto modo di ascoltare e di lasciarmi da lei affascinare in occasione della manifestazione "I musei svelano passi, intrecci trame" ma sto davvero filando parecchio, e soprattutto mi sono decisa a trovare appropriata collocazione a semilavorati sparsi per i vari cesti qua e là della stanzuccia. O forse è il contrario: il tanto filare mi ha portata a cercare seriamente il suo testo Il filo del pensiero. Tessere, scrivere, pensareCollana "Intersezioni", ed. Il Mulino, 2002. Sono ai primi capitoli, proseguo nella lettura piuttosto a rilento, un po' perché il suo filare (del pensiero) è bello denso di spunti e riflessioni, un po' per far durare il più possibile il piacere della lettura. La consapevolezza che mi regala, circa ciò che faccio tutti i giorni, per molte ore al giorno, è un piacere e una sorpresa. 

Qui ho un filato bianco naturale abbinato ad un filato composto da ben 3 sfumature di marrone, fatto con il caldo d'agosto. La ricordo bene quell'afa senza scampo in queste pungenti giornate invernali!
Altro filato nuovo nuovo è questo. E' un tre capi, tutti di colori naturali: nocciola, marrone e bianco. Ideale per un maglione lavorato in modo semplice, anche a maglia rasata, per farne risaltare i colori.