MI OCCUPO DEL RECUPERO DELLA LANA DI PECORE NOSTRANE PER REALIZZARE OGGETTI, FILATI E ACCESSORI, AFFIANCANDO IL LAVORO DI RIUTILIZZO DI QUESTO NOBILE MATERIALE AD UNA RICERCA SULLE SUE INNUMEREVOLI E ANTICHE TECNICHE DI LAVORAZIONE.

martedì 10 aprile 2012

Il bisso e Chiara Vigo a "Un filo tra le dita"

la seta marina nelle mani di Chiara Vigo
Sabato 14 aprile Santorso sarà sede di un'evento che avrà dello straordinario per tutti 
coloro che amano i tessuti e i filati frutto della lavorazione attenta, esperta e per certi versi magica, della filatrice e tessitrice di altri tempi; di colei che sa prendersi il tempo per se, e per la sua opera. Un piccolo regalo, a tutte quelle persone che sanno apprezzare il lavoro delle mani che da un dono della terra e del mare ricavano fili e poi trame per creare tessuti che sono panni, ma anche storie, antiche e nuove, che sembrano sempre sul punto di scomparire ma che a chi le sa cercare si dimostrano al contrario vive e vitali. Come l'energia di un fuso che ruota su se stesso, egocentrico e sicuro di sè, che dimostra ciò di cui è capace in ogni millimetro di filo che produce, mentre giace inerme e senza apparente scopo se non è governato dalla giusta maestria. 
Chiara Vigo e il mare
Un incontro rivolto a tutti quelli la cui curiosità non si arresta, nemmeno davanti a qualche cosa di completamente estraneo a loro, alla loro terra e alle loro tradizioni.
Per la conclusione della serie di incontri sulla tessitura tra archeologia e mondo femminile, "Un filo tra le dita", sarà infatti questa volta ospite Chiara Vigo, maestra di bisso dell'isola di Sant'Antioco, Sardegna. Di lei e della sua arte potete leggere notizia prima di tutto sul suo sito internet, ma poi anche su diverse altre fonti che potete trovare elencate per esempio qui
Sarà una giusta conclusione per gli appuntamenti che hanno visto, tra i  protagonisti e il pubblico, esperti di archeologia e di studiosi del tessuto e la sua conservazione, tessitori e artisti locali, curiosi e appassionati, ma sarà un'occasione anche per riscoprire una storia, quella della tessitura femminile in età antica, che ha visto donne nostre antenate impegnate quotidianamente in questo difficile lavoro -che sa essere arte, tribolazione e dono- e che le unisce con un lungo filo a noi e al mare di Sardegna.

Chiara Vigo al telaio

Vi aspettiamo sabato 14 aprile alle 18:00 presso l'istituto comprensivo G. B. Cipani di Santorso!

Link utili:
per i video delle passate conferenze "Un filo tra le dita": http://www.youtube.com/user/comunedisantorso/videos
 il sito internet di Chiara Vigo: http://www.chiaravigo.com/



martedì 3 aprile 2012

Trame d'aprile


Grazie ad un telaio ad 8 licci che mi è stato- moooolto gentilmente- messo a disposizione per esercitarmi, in questo periodo di "riposo" dopo la furia lavorativa invernale mi sto dedicando allo "studio" di questa meravigliosa arte che è la tessitura. In realtà è un periodo ricco di stimoli: basti pensare agli incontri che organizza per tre sabati il museo archeologico di Santorso o ai testi interessantissimi che sto leggendo su miti e leggende, ma anche sulla storia e l'economia dell'industria tessile della nostra zona. Per non parlare poi della ricchezza che viene dagli scambi di idee con persone altrettanto appassionate e curiose. Per ora mi limito a raccogliere e fare tesoro di tutto quello che mi offre il caso o il destino (le Moire?) che fila il nostro tempo e crea trame a me incomprensibili ma che spero, con il tempo, di poter comprendere e apprezzare. 

Tra i libri che occupano ora il mio comodino già strapieno (la pila di libri e riviste non si riduce mai e non so il perché), e che riempiono la mia testa di riflessioni nuove e molto stimolati sull'Alto Vicentino e Santorso ci sono i libri dei "Sentieri culturali della Val Leogra", pubblicato dalla Comunità Montana Leogra Timonchio e soprattutto le pubblicazioni di Maggio a Santorso, curate invece dal comune stessoche ricordo fin da piccola comparivano sulla tavola della cucina dei miei genitori nei mesi di maggio-giugno. Conquistare il posto sul tavolo della cucina, luogo in cui si condensava la vita di un'intera famiglia nell'andirivieni naturale dei giorni, era da noi una condizione privilegiata. Si leggeva il Maggio a Santorso dell'anno con interesse, alla cerca di curiosità sul nostro piccolo paese e i suoi abitanti.



















Sto, come dire, scoprendo un interesse per le mie radici che forse un tempo non avrei potuto comprendere. Leggo di famiglie che si dedicavano alla lavorazione dei panni di lana, di pastori transumanti e di laboratori di artigiani tessili. Scopro luoghi, ora abbandonati, un tempo pieni di vita e di tribolazione: gli opifici, le fontane di contrada, i corsi d'acqua, le filande. E a condurmi su questa strada, ancora una volta, è stata la lana e la sua lavorazione. Chi lo avrebbe mai potuto immaginare?