MI OCCUPO DEL RECUPERO DELLA LANA DI PECORE NOSTRANE PER REALIZZARE OGGETTI, FILATI E ACCESSORI, AFFIANCANDO IL LAVORO DI RIUTILIZZO DI QUESTO NOBILE MATERIALE AD UNA RICERCA SULLE SUE INNUMEREVOLI E ANTICHE TECNICHE DI LAVORAZIONE.

martedì 23 ottobre 2012

Meno male che c'è Fata Ordinata...

Quando, dopo mesi di accumulo di ogni genere di stracci, pezzetti di feltro, avanzi di lavori sartoriali, borse e borsette di plastica, magliette bucate (e tutto con l'ingenua idea che un dì tutto possa tornare utile), mi ritrovo a dover scansare svariate scatole per attraversare il mio laboratorio, allora qualche cosa mi dice che è il momento di chiamare Fata Ordinata, sempre pronta a dare una mano alle disordinate come me.


Appena fa la sua comparsa, noto il disappunto alla vista del mio pavimento; prima che riesca a trovare le parole per giustificarmi, lei senza perder tempo mi volta le spalle e inizia a studiare quel che era il risultato di mesi di "caccia alla stoffa". Proprio come ad una vera professionista è bastato poco a Fata Ordinata per trovare una soluzione riciclona come piace a me!



Mi ha chiesto forbici, uncinetto, aghi e telaio, sparendo poi in una nuvoletta di gesso da sarta; gli starnuti che sono seguiti mi hanno impedito di pronunciare parola.
La mattina successiva, ecco cos'ho trovato sul tavolo da lavoro:


Buste per raccogliere i "ferri del mestiere", utilissime per quando "vado in trasferta"...









Chiara l'ispirazione "gitana" che ha travolto Fata Ordinata, che ha lasciato anche in rilievo fiocchetti e nodini




... e un asciugamano spesso e morbido che è un piacere asciugarci mani e viso!




Davanti a questi utilissimi risultati, come posso frenare la mia naturale inclinazione a non buttare nulla? E' un'istigazione, piuttosto... non vi pare?